Archivi categoria: Segnatura

Maestro Albero / Una zuppa di erbacce

In questi incontri scopriremo quali piante spontanee sono commestibili, con un accenno all’uso alimentare delle cortecce di alcuni alberi e ai fermentati della tradizione thailandese, noti come fervida.

In primavera, grazie all’esplosione vegetativa favorita dall’abbondanza di rugiada, è facile reperire numerose piante alimurgiche. In autunno e in inverno, invece, la linfa vitale si ritira nelle radici e la vegetazione visibile diminuisce sensibilmente.

In questi casi, un tempo ci si orientava obbligatoriamente verso le radici edibili, come rizomi, bulbi e tuberi. Quando queste non bastavano, si sopravviveva mangiando la corteccia interna di alcuni alberi, chiamata anche libro (o floema) e alburno. Questa parte si trova tra la corteccia esterna e il legno vero e proprio; a differenza di questi ultimi, che sono durissimi, il libro è spesso tenero.

Attraverso questi strati scorre la linfa elaborata. In passato, questa corteccia veniva essiccata e polverizzata per ottenere una sorta di farina con cui preparare pane e pasta, oppure veniva consumata fresca. Il pane così ottenuto aveva uno scarso valore nutrizionale, ma si rivelava fondamentale nei casi di estrema necessità. Questa farina fornisce mediamente solo 140-200 kcal per 100 grammi, fungendo più che altro da riempitivo per lo stomaco. Non a caso, anche capre, asini e cervi spesso scortecciano le piante per nutrirsi. La linfa, elaborata nelle foglie, contiene zuccheri e amidi; scorrendo nei vasi cribrosi della corteccia, nutre l’intera pianta, incluse radici, frutti e germogli.

Un altro metodo molto interessante per il sostentamento invernale è nato in Thailandia, nei monasteri buddhisti: viene chiamato fervida e la tradizione vuole che sia stato ideato dal Buddha stesso. Questa tecnica non solo permette di conservare a lungo (anche per parecchi anni) frutta, verdura e altri vegetali, ma ne arricchisce il profilo nutrizionale, rendendoli molto più digeribili e ricchi di probiotici. Questi probiotici, oltre a migliorare il funzionamento dell’intestino, hanno proprietà curative.

Tornando alle piante spontanee, la differenza tra specie edibili, curative e velenose risiede principalmente nella concentrazione dei principi attivi: è per questo che Paracelso affermava che “è la dose che fa il veleno”. Le piante alimurgiche, presentando pochi principi attivi, sono sicure per il consumo alimentare.

Tuttavia, bisogna sempre considerare la sensibilità individuale. Alcune persone possono manifestare un’allergia persino con un semplice tè alla mela o a causa di microdosi estremamente diluite. Pertanto, prima di assumere qualsiasi sostanza, sarebbe opportuno effettuare un test allergologico e, in caso di terapie farmacologiche in corso, valutare sempre le possibili interazioni.

Di alcune piante edibili si consuma solo una specifica parte (radice, foglie, fiori, germogli, linfa o corteccia interna), mentre di altre si utilizza l’intera pianta, come nel caso del Tarassaco e dell’Ortica. L’Ortica, riconoscibile anche al buio grazie al tatto, è estremamente nutriente (contiene 8 aminoacidi essenziali) ed è considerata probabilmente il miglior depuratore del sangue, oltre a essere un valido antianemico ed emopoietico.

Ecco una classificazione delle principali piante e delle loro parti edibili:

Radici Edibili

  • Topinambur, Enotera, Aglio orsino, Lampascione, Dente di cane, Barba di becco, Bistorta, Carota selvatica, Pastinaca, Raperonzolo, Tarassaco, Tifa, Zigolo dolce, ecc.

Germogli Edibili

  • Pungitopo, Rovo, Asparago selvatico e Luppolo.
  • La fito-alimurgia include anche i germogli del Tamaro (una pianta altrimenti tossica, ma il cui principio attivo velenoso non è ancora formato nei giovani germogli) e i germogli della Vitalba, consumati esclusivamente previa bollitura.

Foglie Edibili

  • Amaranto dei prati, Aspraggine, Alliaria, Aglio orsino, Alchemilla, Acetosa, Borragine, Barba di becco, Bardana, Buon Enrico, Bistorta, Borsa del pastore, Calcatreppolo, Cicoria, Carota selvatica, Crescione dei prati, Crescione d’acqua, Tarassaco, Erba cipollina, Edera terrestre, Erba di santa Barbara, Erba di san Pietro, Ecchio, Chenopodio.
  • Galium mollugo, Galium aparine, Galinsoga, Imperatoria, Leontodon hispidus (il vero Dente di leone), Lamio bianco e giallo, Lattuga fetente (le cui foglie emanano un gradevole e intenso odore di patate bollite), Lassana.
  • Ortica, Margheritina (Pratolina), Malva, Pimpinella minore, Podagraria, Parietaria, Polmonaria, Portulaca, Piantaggine, Piattella, Primula vulgaris, Raperonzolo, Sonchus asper e Sonchus oleraceus, Trifoglio rosso e Valeriana rossa.

Frutti Edibili

  • Biancospino, Malva, Borsa del pastore, Corniolo, Castagno, Noce, ghiande di Quercia, Faggiole, Samare dell’Olmo, Passiflora, Cinorrodi di Rosa canina, Sambuco nero (rigorosamente solo frutti completamente maturi), Gelso, Nespole.
  • Frutti di bosco: Prugnolo, Mirtilli, More, Fragoline, Lamponi, ecc.

Cortecce Edibili (Alberi)

Attenzione: la corteccia va prelevata verticalmente o in piccole porzioni, senza mai intagliare un anello completo attorno al tronco, altrimenti la pianta muore.

  • Abete bianco e rosso, Acero (campestre, di monte e saccarino), Betulla, Faggio, Frassino, Gelso nero, Noce, Olmo, Pino silvestre, Pino bianco, Pioppo, Platano, Quercia, Tiglio.
  • Tutti i Salici (risultano molto amari, ma sono commestibili).

Nella sezione download del sito (accessibile solo per gli utenti registrati) potrete visionare le immagini di tutte queste piante, oltre a dettagli sintetici relativi alla preparazione della porzione edibile di ciascuna di esse.

18 aprile 2026 9:30-11:30 a Monterosso

18 aprile 2026 14:30-16:30 a Valtesse

30 maggio 2026 ore 10.00 passeggiata, ore 14.30 conferenza a Santa Brigida (verso il Passo San Marco)

La segnatura

In questo articolo vorrei dirvi perché ho intravisto nella segnatura la potenzialità di fare incontrare in un’unica visione l’antica pratica medioevale dell’alchimia e la moderna Fitoterapia.

Molti anni fa ho studiato le piante medicinali in un corso chiamato Fito-preparatore, in cui si considera la chimica della pianta con tutte le più recenti modalità estrattive e successivamente, per una decina di anni, mi sono dedicato allo studio e alle sue pratiche nel laboratorio di Alchimia vegetale. In questo passaggio ho notato che le proprietà, delle stesse piante considerate, non cambiavano pur essendo studiate da due discipline così lontane nel tempo.

Se l’alchimia mirava ad estrarre la forza vitale della pianta per rimetterci nelle condizioni di autoguarirci, la Fitoterapia mira invece ad estrarre, con opportuni solventi, le molecole chimiche dei principi attivi per poi con esse riequilibrare i sintomi di un corpo malato.

Nella Segnatura si può vedere una continuità fra questi due approcci, infatti la Vitalità della pianta, non solo si manifesta nel colore e nella forma della stessa, ma anche nei suoi principi attivi.

Nel caso della fitoterapia per capirla utilizziamo soprattutto la testa, mentre nel caso dell’alchimia era specialmente l’intelligenza del cuore ad essere maggiormente stimolata.

Nella segnatura vengono coinvolte entrambe ed entrambe sono considerate preziose per la completa comprensione della pianta in esame.

Vedremo insieme anche i principali strumenti di questa pratica e qualche esempio della loro applicazione.

La Segnatura è la comprensione della pianta partendo dall’osservazione delle sue caratteristiche esterne.

Essa restituisce all’uomo comune, che sia un adulto o un anziano e perfino al bambino (logicamente interessati a essa), oltre alla grandissima Vicinanza alla Natura , la Vera e completa comprensione delle proprietà curative delle piante medicinali, senza dover conoscere necessariamente la farmacognosia e la Fitoterapia.
Una differenza fra queste 2 scienze moderne e la segnatura è che mentre queste temendo di essere screditare dall’indagine soggettiva e dall’analogia, ragion per cui si mantengono un po’ inaccessibili e circoscritte a pochi studiosi, la segnatura include volentieri ogni nuova scoperta scientifica, considerandola un’ottimo punto di riferimento da cui ricavare molti arricchimenti e conferme.
Allo stesso modo essa abbraccia la cultura popolare, contrassegnata dal suo carattere empirico, molto importante perché basato sull’esperienza spesso millenaria in cui le piante medicinali hanno mostrato ripetutamente determinate proprietà.

Come funziona la segnatura?

La Natura sapendo che prima o poi volevamo capirla ha semplificato moltissimo i suoi messaggi.

In genere Essa mette ben in evidenza la Droga, cioè la parte della pianta in cui si concentra la Sua forza curativa.

Per esempio il fiore può essere coloratissimo, profumato, molto amaro o allappante o dalla forma molto bella come la Rosa o molto grande come nel caso della Magnolia, o con un petalo visibilmente diverso dagli altri o tutti i petali come “traumatizzati” tipo l’Echinacea. Beh… ogni cosa che ci colpisce l’attenzione perché anomala è portatrice di un messaggio.

Pensate al profumo ricchissimo delle foglie del rosmarino… la sua radice ed i suoi fiori questo profumo se lo sognano: Quindi la Droga sarà nel caso del rosmarino la foglia, che chissà perché è ristretta?
Anche l’ambiente in cui lo trovate non è casuale.

In realtà il caso esiste solo nella visione moderna meccanicistica che ci illude di essere liberi anche se siamo schiavi dei nostri condizionamenti.

Lo sapevate che la Primula ha le radici molto profumate, un pochino anche il fiore e ancora meno la foglia? Quindi la Droga nel suo caso è la radice.

La Natura però non è per niente rigida nei suoi schemi, che presentano ugualmente una loro logica.

Probabilmente ci invita a essere mentalmente molto elastici e dinamici e semplici per riuscire a cogliere i suoi messaggi. Ma dato che siamo un microcosmo identico al macrocosmo, cioè alla Natura, siamo autorizzati a sbizzarrire la nostra immaginazione soggettiva per riuscire a comprendere la Sua.

Lo strumento principale impiegato è l’analogia, definita da alcuni come l’intelligenza del cuore.

Ed’ è proprio per questo che un bambino o un anziano possono comprenderla, e nel riuscirci rallegrano se stessi, perché in fondo ritrovano il proprio valore nel cuore.

In questo tipo di osservazione si considerano tutte la cose che ci vengono in mente tipo: la consistenza della pianta, dura o molle, il suo sapore, il suo colore, la Sua forma, il suo rapporto con altre piante, il rapporto che alcuni animali hanno con lei, le leggende che anche se in formo simbolica sottolineano alcune sue proprietà, il suo portamento, l’ambiente di crescita spontaneo.

Anche il suo nome non è casuale, potrebbe fare riferimento alle sue proprietà come alle sue caratteristiche fisiche o ad entrambe, le scoperta scientifiche, la cultura popolare.
Se la si trova in gruppetti di piante simili oppure da sola, circondata da piante diverse, se cresce abitualmente in una vallata profonda o in mezzo ad un prato, o nel bosco o in mezzo ad un corso d’acqua.

Ecco, proprio tutto è un messaggio per noi e mentre cominciamo a comprendere la pianta cominciamo, anche se a piccoli passi, ad illuminarci dato che la pianta ci sta guidando a risvegliare una parte di noi stessi, rappresentando essa parte della nostra Coscienza.

Quando si intraprende questo cammino, per mia esperienza ci si apre il cuore e si comincia a scoprire quanto siamo fortunati, diversamente in alcuni altri casi potremmo essere un poco tristi ma in compenso molto più intelligenti e purtroppo meno spirituali, ed è questa la principale causa del malessere del nostro secolo.

Prima dicevo che la Natura ha una sconfinata fantasia nelle sue creazioni, intendevo dire che a volte sottolinea qualche porzione della pianta per parlare delle proprietà di un’altra parte della Stessa pianta.

Vi faccio un esempio, il pungitopo è tutto duro, le sue foglie (chiamate i cladodio, che in realtà sono fusti appiattiti), i fusti, i frutti. Tutto questo parla della necessità di questo vegetale di raccogliere le sue energia fino a condensarle in quella durezza che vediamo in lui, inoltre essa Stessa ci mostra che il pungitopo ha un’energia di saturno.

Altra cosa le bacche sono di un rosso vivo, crescono sulle foglie, che tra l’altro all’apice sono molto appuntite e rimangono sulla pianta anche durante il rigore invernale.
Questa pianta presenta invece una radice tenera, stanamente bianca e leggermente profumata.

Poi apprendiamo dai testi che la Droga e’ proprio la radice che con le sue proprietà restringe e irrobustisce i nostri vasi venosi.

Non è casuale che le bacche sono rosse come il sangue, che stranamente crescono proprio sulle foglie, le quali foglie riguardano la circolazione.

Le bacche del Pungitopo maturano in inverno e l’inverno è l’ultima delle 4 stagioni e per analogia è il momento in cui il sangue venoso fatica a risalire per ritornare al cuore, ma è proprio quello che stiamo facendo in questo momento!

Quindi leggete con la testa che il pungitopo aiuta il sangue venoso nel suo ritorno, ma noi lo stiamo comprendendo con il cuore e una volta che avete allineato tutto ciò che avete notato della pianta, potete a ben ragione affermare di aver compreso la Sua unità.

Cioè da dove proviene, come lo manifesta e qual’è il suo scopo curati o il suo messaggio evolutivo.

Se la pianta l’avete capita bene potreste allinearvi con Chi l’ha creata e quello che avete capito non dovrete memorizzarlo affatto perché sarà scolpito nelle vostre emozioni.

Fervida di carota

E’ disponibile per l’acquisto il secondo dei miei fervida, ottenuto da carote selvatiche raccolte nella valle del Lujo in Albino [BG].

Come dolcificante ho utilizzato dello zucchero integrale biologico mentre l’acqua proviene, come per il fervida di fico, da una sorgente naturale della Val Vertova, sempre in provincia di Bergamo.

La fermentazione è iniziata oltre quattro anni fa, il 15/7/2021.

Vendita in bottigliette di vetro scuro da 100ml (con contagocce) a 20€ cad (spese di spedizione escluse).

Per informazioni:

Gian Luca Bellini
spagirilux2@gmail.com
telefono: 334/5612939

Fervida di frutti di fico

E’ disponibile per l’acquisto il primo dei miei fervida, ricavato dai frutti di un fico cresciuto spontaneamente nei pressi di una sorgente naturale.

Come dolcificante ho adoperato uva bianca (sempre di una mia vite) mentre l’acqua proviene da una sorgente naturale della Val Vertova, in provincia di Bergamo.

La fermentazione è iniziata circa tre anni fa, in data 28/8/2022.

Vendita in bottigliette di vetro scuro da 100ml (con contagocce) a 20€ cad (spese di spedizione escluse).

Per informazioni:

Gian Luca Bellini
spagirilux2@gmail.com
telefono: 334/5612939

Le spezie

Le spezie sono ricche di quella che potremmo chiamare l’Anima della pianta per il loro sapore, l’odore, il colore, il calore; cioè di tutti quegli aspetti della pianta come anche la sua forma, che vanno a toccare il nostro stato d’animo.

I “pro­fumi”, per esempio raggiungono attraverso l’olfatto l’ipotalamo ed il sistema limbico, e attivano le nostre emozioni e i nostri ricordi in un istante, a partire dal semplice odore e sapore di una spezia, senza che il fatto passi attraverso il controllo della ragione.

Così mangiare saporito nutre positivamente il nostro animo, mentre alimentiamo il nostro corpo.

Le spezie oltre a “condizionare” il nostro umore possono essere volatilizzate nella loro parte oleosa, cioè gli oli essenziali, per disinfettare l’aria negli ospedali, aumentare la concentrazione ed il dinamismo sul lavoro e rendere più accogliente e rilassante la nostra casa.

Ma indipendentemente dalla loro sottile azione psicologica, le spezie con i loro aromi esercitano anche un’azione farmacologica, che giustifica il loro impiego in fitoterapia. Tutte le spezie, adoperate comunemente nelle nostre case per insaporire i cibi, possono anche essere opportunamente impiegate per preparare enoliti, oleoliti, acetoliti, elettuari, alcoliti senza per questo sostituire la preparazione e gli strumenti dell’attuale medicina ufficiale, senz’altro più adatta ai mali acuti perché agisce tempestivamente, concentrando i principi attivi spesso di origine vegetale. Ma è anche vero che l’ indagine scientifica applicata alle piante detta farmacognosia può investigare solo analiticamente e quindi parzialmente la complessità delle erbe che agiscono sulla salute umana con il loro fitocomplesso, il quale essendo meno deciso e aggressivo del farmaco convenzionale, gode di una azione armoniosa, complessa (cioè a più livelli contemporaneamente) e molto più dolce.

Corrispondenza analogica tra le parti della pianta e loro relazione con alcune parti del corpo umano

Non è casuale se la pianta mette in mostra alcune sue porzioni piuttosto che altre. In un precedente articolo abbiamo brevemente considerato i frutti e i fiori della rosa, ma in altre piante vengono messe in mostra le foglie: pensate ad esempio al rosmarino quello che ci attira di più di questa pianta non sono nè le radici, ne i fiori ma le sue profumatissime foglie.

Mentre in piante come il rafano, valorizziamo la piccantezza della radice.

Ebbene, se la pianta mette in mostra una sua parte, analogicamente ci sta parlando delle sue possibili potenzialità terapeutiche.

Le proprietà della pianta sono influenzate oltre che dal suo tipo di vitalità anche dalla specifica parte della pianta impiegata.

Esiste una corrispondenza analogica tra le radici, le foglie e i fiori della pianta e la testa, il petto e l’addome dell’uomo. 

 La radice e la testa sono le parti più dure, essendo  le più ricche di sali minerali.

La radice si radica immersa nell’oscurità del terreno e alcuni suoi principi attivi, gli alcaloidi, attraverso il cervello agiscono sul polo razionale, sul sistema nervoso e sulla sfera più oscura e profonda dell’uomo, ovvero il suo inconscio, penso alla radice profumatissima di primula, che agisce proprio per liberare le tensioni che partono da questo livello e ridare la spensieratezza di chi è volatile e leggero o solare. 

Forse non è casuale che proprio questa radice produce moltissimo olio volatile e questo olio essenziale esprime la solarità della pianta.

La radice , talvolta, agisce sulla causa della malattia, sulla sua “ radice”, tanto che se venisse ridotta in ceneri, attraverso il fuoco, e reintrodotta nella sua tintura, se la pianta è stata scelta bene potrebbe favorire alcuni sogni che aiutano a vedere la causa della malattia.

Nella radice si vedono ricongiunti i 3 cervelli: razionale, emozionale e rettiliano.

La pianta incamera attraverso la radice  il suo nutrimento più macroscopico cioè i sali minerali e l’acqua e noi uomini assumiamo questi stessi elementi attraverso la bocca posizionata nella testa.

La radice generalmente è la parte più dura della pianta, e talvolta viene chiamata radica, quando viene impiegata per fare le pipe o gli intarsi.

La radice serve alla pianta a darle stabilità, soprattutto quando il vento fa presa sulla sua chioma.

Analogicamente anche il “capo” di una ditta, deve avere la “testa sulle spalle” , cioè deve avere buon senso di fronte agli inevitabili contraccolpi del mercato. La radice radicando la pianta la fissa al terreno, e parlando in termini alchemici, essa contiene il “sale di coscienza” da cui viene estratto lo spirito fisso, che fissa appunto.

Riguardo all’evoluzione, se paragonata al fiore che è invece molto raffinato, la radice è la parte più grezza e quindi meno evoluta, un pò come la nostra testa quando fa tante “ cavolate” e forse non è casuale che in noi uomini essa è sotto i raggi del sole, forse per essere illuminata.

Anche il cervello, come la radice,  funziona meglio quando la persona è al fresco, provate a ragionare dopo un’ora che siete stati sotto il sole dell’equatore! al freddo si studia meglio, si è più lucidi.

Le foglie permettono alla pianta i suoi scambi gassosi di ossigeno e anidride carbonica e prana o energia vitale e lo stesso scambio avviene fra i nostri polmoni e l’ambiente.

Nelle foglie grazie alla luce del sole si producono gli zuccheri e da questi per trasformazione la maggior parte dei principi attivi, che vengono considerati le principali virtù curative della pianta.

 Quindi i principi attivi chimici hanno una origine solare, di fatto attraverso alcuni strumenti manifestano una certa fluorescenza, cioè sono vivi, e ci ricordano per analogia le qualità della nostra anima, che è la nostra parte più solare.

Fra i polmoni pulsa il cuore che rappresenta bene  la solarità che è in noi.

Se facessimo fermentare gli zuccheri contenuti nelle foglie otterremo quello che viene chiamato lo spirito o alcol, che tra l’altro è molto calorico, come anche lo zucchero e il sole da cui derivano entrambi.

Mentre per la radice si parlava di spirito fisso, le foglie contrariamente alla radice si muovono con il vento e sono ricche di spirito volatile.

Pensate al momento in cui un uomo viene al mondo, cioè è di vitale importanza il primo attimo quando il neonato inspira e altrettanto drammatico è il momento quando un vecchio espira l’ultima volta. Tornando ad aspetti più pratici, la foglia potrà agire sul petto, cioè sul cuore o sulla circolazione, come sulla respirazione.

Per farvi un esempio, mi viene in mente l’edera.

La prima cosa che notate sarà sicuramente la ricca massa fogliare.

Ecco essa agisce sulla via respiratoria contro il catarro e la tosse e sulla circolazione sanguigna, dove è indicata per combattere la cellulite.

Le sue foglie, se le osservate, presentano delle venature chiare molto ben delineate, che potete collegare alla circolazione sanguigna.

Questa pianta dalla scienza viene considerata un buon vasocostrittore e anche qui l’analogia è chiara, se la osservate essa si arrampica sulle altre piante stringendole, e spesso riesce a soffocarle e a privarle della luce. Se pensate al suo fusto potreste ricollegarlo ad una vena varicosa troppo vaso-dilatata ed l’edera come abbiamo detto agisce come vaso costrittore.

Quando arriva il vento le foglie si muovono come tante mani che vi salutano,e se vi ricordate, rappresentano il cuore con la sua vitalità instancabile che non si stanca mai di battere o dei polmoni che pulsano incessantemente. ( respiro e battiti sono chiamati il polo ritmico) .  

Infine Fiori, Frutti e Semi rappresentano l’addome e in genere agiscono sull’apparato riproduttivo e digestivo. Quando l’ovario viene fecondato si ingrossa e pian piano si producono il frutto e i semi, che maturano anche grazie al calore del sole, diventando la parte più evoluta e raffinata.

Anche qui la corrispondenza con gli organi genitali umani, con la maternità è chiara. Spesso i frutti che corrispondono agli organi digestivi dell’addome costituiscono per noi un vero e proprio alimento o se pensate ai semi caldi” tipo finocchio, cumino, anice, ecc apportano alla digestione il calore di cui ha bisogno per facilitare la sua funzione.

Quando arriva il vento i fiori come le foglie, al contrario delle radici, si muovono, e guardando la cosa in maniera analogica, il fiore con il suo profumo o la sua forma aggraziata muove in noi le emozioni.

I fiori con il nettare creano movimento anche nel mondo delle api.

Il fiore è l’organo riproduttivo ed è risaputo che sotto l’influenza del fuoco sessuale siamo disposti a fare molti chilometri senza nemmeno pensarci, e quando un uomo dona ad una donna un fiore trattandosi della parte sessuale della pianta, sotto sotto le sta dicendo che la desidera, ma il fiore è anche la parte più evoluta della pianta quindi le sta dicendo anche che il suo sentimento è nobile.

Il fiore, rispetto alla radice si prende tutti i raggi del sole che riesce, ma anche in noi l’addome e la sessualità sono la zona più calda, si dice spesso nella cultura italiana di non fare un bagno freddo subito dopo aver mangiato abbondantemente per non rischiare una congestione.

Riguardo all’evoluzione, il fiore è la parte più raffinata di tutta la pianta e anche in noi i primi tre chakra sono i più evoluti  

Nell’addome gli elementi nutritivi vengono scomposti ed elaborati trasformandosi nel seme, oppure così scomposti sono pronti a nutrire anche le parti più sottili e nobili dell’essere umano.

Come è evidente l’uomo e la pianta hanno in comune lo stesso scopo, cioè raffinare la materia e sono l’uno lo specchio rovesciato dell’altro.

Quindi, come avete visto se capovolgete l’immagine della pianta, mettendo sopra le radici, in mezzo le foglie e sotto il fiore noterete all’istante le corrispondenze di cui ho parlato che spesso non sono slegate dalla loro azione medicinale.

Questa relazione analogica e azione curativa a volte è palese, altre volte non lo è affatto, ma ho voluto comunque parlarne, per stimolare la  fantasia ad andare più a fondo nella comprensione del valore della pianta.Questa corrispondenza è esatta ma alcune piante essendo portate ad agire su un piano più sottile non la manifestano chimicamente, se non attraverso la segnatura.

Penso che, il conoscere queste sottili corrispondenze tra l’uomo e  la natura che lo circonda, sia un invito a interagire con essa maggiormente e a considerare la pianta non solo come un insieme di molecole naturali, ma come un essere vivente che può donare armonia alla nostra salute anche con la sua vitalità.

                                                     ESEMPI

  • Rosmarino, (foglie e olio essenziale), cardiotonico e nota di testa
  • Salvia, (foglie), somigliano alla lingua e i fiori alla gola e alla vagina
  • Peperoncino,  (frutti e semi)digestione e passione e umore
  • Menta piperita(foglie), vie respiratorie
  • Aglio(bulbo)  danni al cervello e morbo di alzheimer (cuore bianco) 
  • Alloro, (foglie e frutti) espettorante, e per dismenorree e dolori digestivi (fiamma e sole nero)
  • Ginepro, (frutti e foglie), cistite e digestione e espettorante, 
  • Timo, (foglie e fiori), asma,bronchite, catarro e addome
  • Zafferano, (stigmi),  digestione e impotenza, frigidità, dismenorrea
  • Origano (foglie  fiori) bronchite, parassiti intestinali, diarrea, mestruo
  • Coriandolo (frutti), crampi addom., diarrea, indigestione, afrodisiaco
  • Curcuma(rizoma arancio)alzheimer, depressione, fegato, rinfrescante
  • Zenzero,( rizoma),dist.bipolari nausea,mal di orecchi, testa, alopecia,
  • Basilico, (foglie),antidepressivo,cura il cuore dai danni dell’infarto
  • Pepe nero, (Frutto), digestione, assorbimento, termogenico e cellulite
  • Finocchio, (semi), coliche gassose intestinali, disinfiam. e rilassante G.I.
  • Prezzemolo, (radici) alcolismo,(foglie) galattof. e (semi) per gas intestinale
  • Noce moscata,(seme), indig., nausea,coliche intest., afrod, rigidità m.
  • Garofano (fiore)  indigest, nausea, diarrea, epatite, ulceragastr., contr.m.
  • Cannella, (corteccia), umore e stimola e rinforza l’intelletto, alzheimer 

Quando la luce del sole crea l’arcobaleno si distinguono bene i sette colori contenuti nella luce bianca del sole, che corrispondono a sette tipi di energia,  che vengono assorbite diversamente dai vegetali e che ne caratterizzano la qualità curativa di ognuno di essi.

Questi tipi diversi di vibrazione energetica caratterizzano anche il bisogno specifico di energia vitale di ogni organo del nostro corpo.

Queste sette energie vengono chiamate con i nomi dei sette pianeti e adesso vedremo insieme le loro qualità.